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Comunicato CNR 24/12/2025: Auguri di buone feste e un auspicio: nel 2026 il CNR metta al centro la valorizzazione della sua comunità scientifica

Il 2025 è stato un anno complesso, in cui il personale ricercatore e tecnologo del CNR ha dimostrato resilienza, professionalità e dedizione, continuando a garantire qualità scientifica anche in condizioni difficili.

La FGU-DR-ANPRI si augura che il 2026 sia l’anno in cui verrà finalmente riconosciuto il valore del capitale umano del CNR, attraverso scelte concrete che ne riconoscano la centralità.

Riteniamo indispensabile l’impegno dell’Amministrazione su tre assi strategici:

  1. Valorizzazione del personale
  • Scorrere integralmente le graduatorie dell’attuale concorso ex art.15. Nelle attuali graduatorie ex art. 15 risultano circa 1.500 idonei che, pur avendo superato le selezioni ed essendo stati valutati meritevoli da commissioni composte in toto o prevalentemente da esterni, non vedono riconosciuta una meritata progressione di carriera per carenza di concorsi interni e non per proprio demerito. Questa situazione rappresenta un grave vulnus per l’Ente: molti di questi colleghi stanno andando in pensione senza ottenere il giusto avanzamento, con l’umiliazione di chi ha dedicato la vita alla ricerca e non riceve il riconoscimento dovuto.
  • Garantire il rispetto del CCNL con l’emanazione tempestiva di un nuovo bando ex art. 15.
  • Assicurare regolarità concorsuale con bandi ex art. 15 biennali basati su criteri chiari e stabili in un arco temporale almeno decennale in modo da fornire al personale R&T un obiettivo certo sul percorso di crescita professionale richiesto per i diversi livelli e settori disciplinari, evitando che tutto dipenda dalla discrezionalità delle commissioni dei singoli concorsi.
  • Sostenere modifiche legislative volte a contrastare il sotto-inquadramento (concorsi ex art. 22 legge Madia), a ridurre il precariato e a semplificare le procedure di reclutamento e progressione di carriera superando la logica competitiva fra pari e favorendo percorsi basati sul contributo alla missione dell’Ente. Questo faciliterebbe anche le collaborazioni interne, oggi ostacolate dalle modalità di carriera individuale.
  1. Modifiche allo Statuto dell’Ente
  • Apportare modifiche allo Statuto per rafforzare il ruolo dei Ricercatori e Tecnologi (R&T) negli organi di governo e scientifici e garantire maggiore autonomia nella gestione delle attività scientifiche, superando logiche di controllo formale e favorendo la responsabilità individuale. In particolare:
  • Riconoscere un ruolo attivo dei R&T nel governo e nella gestione dell’Ente, analogamente a quanto avviene in altri enti di ricerca italiani ed europei, consentendo la partecipazione del personale R&T alla scelta dei Direttori di Istituto e Dipartimento da una rosa di candidati idonei.
  • Incrementare a due su cinque il numero dei rappresentanti del personale nel Consiglio di Amministrazione, in linea con quanto previsto per gli enti pubblici di ricerca più grandi vigilati dal MUR.
  • Rafforzare la componente R&T nei Consigli Scientifici di Ente e di Dipartimento.
  1. Sburocratizzazione e snellimento delle procedure amministrative
  • Istituire gruppi di lavoro composti da rappresentanti della comunità scientifica interna per affiancare la Direzione Generale nella valutazione dell’impatto dei provvedimenti sull’attività di ricerca. I gruppi, organizzati per aree scientifiche o processi (acquisti, personale, progetti, ICT), dovrebbero includere ricercatori, tecnologi e personale amministrativo con comprovata esperienza.
  • Ridurre la burocrazia interna che ostacola la gestione dei progetti competitivi, disincentiva la progettualità e può danneggiare l’immagine dell’Ente nelle relazioni con partner esterni (indichiamo come mero esempio la prolungata impossibilità di acquisire il personale previsto su fondi PRIN 2022 scorrimento).
  • Superare le difficoltà nell’applicazione delle norme italiane da parte di editori internazionali (open access, copyright, contratti editoriali), che causano ritardi nelle pubblicazioni e penalizzazioni per i ricercatori.

La FGU‑DR‑ANPRI è pronta a collaborare con l’Amministrazione per trasformare queste proposte in realtà, con la convinzione che il futuro del CNR dipenda dalla capacità di valorizzare le persone, semplificare i processi e garantire una governance partecipata.

BUONE FESTE A TUTTI!

                                                                         Laura Fantozzi

Responsabile Nazionale FGU-Ricerca-ANPRI CNR

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